Uno spaccato sulla vita di Uzzano nel Dopoguerra ce lo fornisce l’arciprete Don Lino Michelotti, che ci ha lasciato un accurato diario parrocchiale,  compilato tra il 1947 e il 1962. Don Michelotti fu promotore dall’Azione Cattolica in parrocchia e stimolò l’attività di una schola cantorum. Nel 1959, alla morte dell’ultimo Rettore Don Pietro Luporini, ottenne l’incarico della parrocchia dei Santi Bartolomeo e Silvestro alla Costa di Uzzano. Quando Don Michelotti fu promosso alla Prepositura di Montecarlo, la popolazione volle manifestargli affetto sincero e il legame proseguì negli anni seguenti; nel 1999, il Can. Lino Michelotti, a quasi quarant’anni dalla sua partenza da Uzzano, volle donare alla sua prima parrocchia il nuovo portone d’ingresso, in memoria della sorella Rina. Anche Don Michelotti coltivò le vocazioni religiose, come Suor Daniela Fulvi, missionaria comboniana in Egitto, e Don Alessandro Giachini. 

Un ricordo affettuoso la comunità di Uzzano lo riserva all’arciprete Don Rinaldo Stretti, che rimase in carica dal 1963 al 1990. Originario de La Spezia, con esperienze formative e pastorali nelle Marche e a Siena, oltre che un vissuto drammatico durante la Seconda guerra mondiale, giunto a Uzzano si dedicò con passione all’educazione cristiana e scolastica dei piccoli parrocchiani. Don Stretti visse gli anni dello spopolamento del paese e della collina da parte della popolazione autoctona e l’insediamento di diverse famiglie originarie del Mezzogiorno. L’alto senso della carità lo rese particolarmente vicino ai più poveri, verso cui indirizzava azioni concrete di assistenza. Con il Concordato del 1984, furono soppresse numerose parrocchie, tra cui quella della Costa di Uzzano, di cui Don Stretti era rettore. La chiesa dei Santi Bartolomeo e Silvestro alla Costa fu chiusa al culto e il territorio di pertinenza fu annesso a Uzzano. Don Stretti morì novantenne e malfermo, circondato dall’affetto dei parrocchiani. A lui l’Amministrazione comunale ha intitolato un giardino nel cuore del castello.

Nel 1991, la signora Serina Lavoratti avviò una raccolta fondi tra la popolazione per restaurare l’Oratorio della Madonna del Canale. Anche con il contributo degli uzzanesi residenti all’estero, i lavori ebbero seguito e la chiesetta tornò all’antico splendore.

Dopo il periodo di reggenza da parte di Don Alessandro Giachini, nel 1993 fu nominato arciprete Don Oreste Carlo Agnesi, che ha cercato di preservare le principali tradizioni della comunità e ha avviato il percorso per il progressivo recupero del patrimonio artistico custodito nelle chiese della parrocchia. Sono state restaurate alcune importanti opere custodite nell’Arcipretura. Con Don Oreste arciprete, si costituì il Comitato “Amici di San Bartolomeo”, che promosse la riapertura della Chiesa dei Santi Bartolomeo e Silvestro alla Costa e furono riscoperte le principali ricorrenze della ex parrocchia, tra cui la festa per San Bartolomeo. Il Comitato ridette vita alla soppressa Compagnia della Costa di Uzzano. L’attività di recupero del patrimonio artistico è stata proseguita nel 2006 da Don Angelo Stragliotto, nuovo arciprete. Negli anni 2008-2010, furono avviati e conclusi i restauri al paramento lapideo esterno, al tetto e alla torre campanaria.

Nel 2006, le località a sud della Via dei Colli per Uzzano sono annesse alla parrocchia di Santa Lucia.

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